#

Maritozzo Romano

si ringrazia il Maestro Massimo Chierico

Nel medioevo questo dolce veniva preparato soprattutto durante la Quaresima (con l’aggiunta di miele e burro), diventando l’unico piccolo peccato di gola che ci si poteva concedere nel periodo di digiuno. Il nome maritozzo è probabilmente un derivato di “marito”, e le spiegazioni relative a questa scelta potrebbero essere due: una riguarda la vecchia usanza secondo cui l’uomo, ogni primo venerdì di marzo, regalava questo dolce (ovviamente a forma di cuore) alla sua promessa sposa. L’altra la vede legata alla tradizione che portava le ragazze in età da marito a cucinare queste pagnotte e a portarle in piazza: chi avesse preparato i maritozzi più buoni, avrebbe ricevuto le attenzioni dei più bei giovani del paese.
1000 gr. farina per brioches W280
10 gr. Malto
100 gr. zucchero
50 gr. miele di acacia
150 gr. olio evo
300 gr. uova intere
250 gr. acqua
10 gr.  lievito birra
10 gr. sale
q.b. Zeste limone e arancio
100 gr. uvetta
100 gr.  cubetti arancio
50 gr. pinoli
50 gr.  noci tritate
Procedimento:Impastare la sera prima e farepre lievitare
a  temperatura ambiente dopo di che mettere l’impasto
coperto in frigorifero positivo. Il giorno dopo finire
 la lievitazione, pirlare e formare i maritozzi. Infornare
a 180° C.

 

chi2
chi3
Print Friendly

 

Leave a reply

 

Your email address will not be published.